Ludovico Ariosto

May 4, 2021
Ludovico Ariosto

Nel 1517 Ariosto decide di non seguire in Ungheria il cardinaleIppolito d’Este – cui aveva dedicato l’”Orlando furioso” – edelenca i motivi del rifiuto componendo la prima Satira. Nel corsodi otto anni ne scrive altre sei. Si tratta di sfoghiautobiografici in rima, salaci, in cui sono concessi la volgarità elo scherzo. Ariosto critica le vanità della società di corte, siinterroga su questioni pratiche, come l’opportunità di prendermoglie o l’educazione dei figli, e ci regala squarci comici diineguagliabile densità poetica. Nell’introduzione a questa nuovaedizione delle “Satire”, Ermanno Cavazzoni ci restituisce la loroforza autentica; le sveste di accademismi, filologismi eformalismi, liberando il testo nudo e crudo, la sua comicitàschietta, la vitalità spontanea, l’ironia pepata. Ci racconta unRinascimento diverso: un carnevale dei sensi, in cui papi ecardinali si dedicano alla crapula anziché agli uffici dellareligione e altezzosi umanisti si rivelano degli sporcaccioni. Sicapisce dunque perché furono pubblicate solo dopo la morte delpoeta. Oggi, dopo cinquecento anni, resta immutato il piacere dellalettura.